Un indagato in Polonia è stato arrestato mentre prelevava denaro da uno sportello bancomat nell’ambito di un’indagine su una presunta frode ai danni del programma Clean Air. L’ufficio dell’EPPO di Varsavia ha annunciato il caso il 24 settembre, affermando che identità rubate e documenti falsificati sarebbero stati utilizzati per ottenere oltre 300.000 euro destinati a migliorie di edifici residenziali.
Clean Air fornisce sostegno ai proprietari di abitazioni per sostituire sistemi di riscaldamento inquinanti e migliorare l’efficienza energetica. Il programma riceve un cofinanziamento dell’UE. Il caso riguarda il modo in cui domande e pagamenti sarebbero stati manipolati, non un accertamento che il programma stesso sia fraudolento o che i normali beneficiari siano stati coinvolti nella condotta sospetta.
Secondo i procuratori, l’indagato avrebbe assunto le identità di oltre una dozzina di legittimi proprietari di immobili. Tali identità sarebbero state utilizzate per presentare più domande al fondo regionale competente per la protezione dell’ambiente e la gestione delle acque. L’EPPO quantifica i fondi ottenuti illecitamente in oltre 1,3 milioni di PLN, equivalenti a più di 300.000 euro nel suo annuncio.
Il denaro sarebbe poi stato trasferito su conti bancari aperti a nome di altre persone. I procuratori descrivono tali titolari di conto come intermediari usati per occultare il meccanismo. L’annuncio non spiega il ruolo né le conoscenze di ciascun titolare di conto. Non può quindi stabilire se ogni persona il cui nome compariva su un conto abbia partecipato consapevolmente alla presunta frode.
La polizia ha fermato l’indagato nella notte del 18 settembre mentre una parte del denaro veniva prelevata. La perquisizione del veicolo ha portato al ritrovamento di un computer portatile, documenti falsificati, timbri e contanti. L’EPPO ha descritto l’attrezzatura come un ufficio mobile. Gli oggetti sono stati sequestrati nell’ambito dell’indagine sulle domande e sul movimento dei relativi pagamenti.
Gli agenti hanno inoltre sequestrato nell’abitazione dell’indagato contanti in euro e dollari statunitensi per un valore di circa 14.640 euro, ovvero 64.000 PLN. Circa lo stesso importo è stato messo al sicuro su un conto bancario. Queste somme vanno distinte dal valore della presunta frode. L’annuncio non riferisce che l’intero importo ottenuto dal programma sia stato recuperato.
L’indagato risponde di 12 capi d’imputazione per frode ed è stato posto in custodia cautelare per due mesi, con possibilità di rilascio su cauzione di circa 11.900 euro, ovvero 50.000 PLN. L’arresto, la decisione sulla custodia e le accuse sono sviluppi procedurali in un caso in corso. Non costituiscono una condanna né stabiliscono che ogni domanda individuata dagli investigatori fosse fraudolenta.
Il presunto uso delle identità di veri proprietari di immobili rende la vicenda più di una disputa sul costo dei lavori di ristrutturazione. La questione è se chi presentava la richiesta avesse il diritto di agire per conto del proprietario. Una domanda può riferirsi a una casa esistente ed essere comunque falsa se il richiedente ha assunto l’identità di un’altra persona e l’ha usata senza autorizzazione.
Le modalità di pagamento costituiscono un’altra parte del problema. L’identità che compare in una domanda di contributo, la persona che controlla un conto bancario e l’individuo che preleva il denaro possono essere diverse. L’indagine descritta dall’EPPO collega tali fasi attraverso documenti, apparecchiature elettroniche e il movimento dei fondi. L’annuncio pubblico non rivela le prove complete che le collegano.
Per i proprietari le cui identità sarebbero state utilizzate, il comunicato non fornisce alcun resoconto di come siano stati ottenuti i loro dati personali né di quando abbiano saputo delle domande. Non fornisce neppure un elenco degli indirizzi interessati. Tali omissioni significano che l’annuncio non può essere usato per identificare singole vittime né per valutare le conseguenze sul loro legittimo accesso ai fondi per la ristrutturazione.
Il comando regionale di polizia di Białystok, tramite il suo dipartimento per la criminalità economica, sostiene l’indagine. L’EPPO ha dichiarato che potrebbero seguire ulteriori accuse se gli investigatori individueranno altre attività fraudolente. Tale possibilità riflette il proseguimento dell’esame del caso; non va riferita come conferma che ulteriori reati siano già stati provati o che altri indagati siano stati incriminati.
L’esito immediato è l’arresto di un indagato, la formulazione di 12 accuse di frode e la messa in sicurezza di contanti e saldi di conto. Le questioni più ampie riguardano il numero di domande false, la via attraverso cui le identità sono state ottenute e l’importo finale di denaro pubblico che può essere rintracciato e recuperato. Tali questioni restano oggetto di indagine. L’indagato è presunto innocente finché un tribunale competente non ne accerti la colpevolezza, e la condotta riferita non va attribuita ai proprietari le cui identità sarebbero state sottratte.
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