Il 24 settembre gli investigatori italiani hanno eseguito perquisizioni in un caso di sospetta corruzione che riguarda un contratto da 3,67 milioni di euro per lavori in un’ex discarica a Benevento. Il progetto a Piano Borea era finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale, il che riconduce la presunta condotta all’attività della Procura europea.
L’ufficio dell’EPPO di Napoli ha diretto l’operazione, condotta dal nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Benevento. I procuratori sospettano che pubblici ufficiali, periti e rappresentanti di società abbiano partecipato ad accordi che hanno inciso sia sull’aggiudicazione del contratto sia sul modo in cui è stato gestito una volta avviati i lavori.
Il contratto riguardava lavori di messa in sicurezza permanente dell’ex discarica. L’EPPO sostiene che rappresentanti della società abbiano offerto benefici indebiti a funzionari e ad altre persone coinvolte nel progetto in cambio di un trattamento favorevole. Secondo l’annuncio, i presunti benefici includevano pagamenti in contanti e lavori edili su immobili collegati ad alcuni indagati o ai loro familiari.
Tale ricostruzione descrive un presunto scambio di vantaggi, e non semplicemente un’irregolarità nella documentazione del progetto. Il compito dell’accusa è accertare se siano stati forniti benefici, chi li abbia ricevuti o organizzati e se fossero collegati a decisioni sul contratto pubblico. Le perquisizioni fanno parte della raccolta di prove su tali questioni. Non stabiliscono che il presunto scambio sia avvenuto.
L’indagine è nata da informazioni ottenute nel corso di un’indagine separata della Procura di Benevento. Le prove di quel lavoro hanno portato all’apertura di un caso dell’EPPO riguardante gli interessi finanziari dell’UE. I due uffici di procura hanno coordinato le perquisizioni, mentre i procuratori di Benevento hanno proseguito un’indagine parallela su contratti finanziati con fondi nazionali e regionali.
Tale suddivisione riflette il finanziamento coinvolto nei contratti esaminati. Non va letta come un’affermazione che un ufficio stia indagando su tutti gli appalti pubblici della zona o che ogni progetto collegato agli indagati fosse finanziato dall’UE. L’annuncio di settembre individua un contratto per una discarica finanziato dall’UE e un’indagine nazionale distinta che riguarda altro denaro pubblico.
La cifra di 3,67 milioni di euro è il valore del contratto. L’EPPO non ha annunciato che l’intero importo sia stato sottratto, versato in tangenti o perso dal bilancio pubblico. Valore del contratto, sospetti benefici illeciti ed eventuale danno finanziario finale sono misure distinte. L’annuncio non fornisce un totale dei presunti pagamenti in contanti né una valutazione dei lavori sugli immobili.
Il presunto uso di servizi edili come beneficio è significativo per il modo in cui il caso viene descritto. Un sospetto pagamento non deve necessariamente apparire solo come un trasferimento diretto di denaro a chi prende una decisione pubblica. Anche i lavori su un immobile possono avere un valore finanziario. In questo caso i procuratori dicono di esaminare immobili collegati a indagati o parenti, ma non hanno pubblicato gli indirizzi né individuato i singoli accordi.
Il resoconto non stabilisce se i lavori nella discarica siano stati completati, se la loro qualità tecnica fosse soddisfacente o se ne sia derivato un danno ambientale. Servirebbero prove separate. L’oggetto dell’indagine annunciata è la sospetta corruzione nell’aggiudicazione e nell’esecuzione del contratto. Sarebbe prematuro dedurre un progetto di bonifica difettoso solo dall’esistenza di tale indagine.
Le decisioni sugli appalti pubblici possono incidere su un appaltatore in più fasi. La selezione determina chi si aggiudica il lavoro; la gestione del contratto influisce su come viene valutata la consegna e su come vengono gestiti i pagamenti. L’EPPO si riferisce espressamente sia all’aggiudicazione sia all’esecuzione. Ciò rende rilevante la cronologia dei presunti benefici: l’indagine deve collegare la condotta attribuita a ciascun indagato alle decisioni che, secondo i procuratori, sarebbero state influenzate.
Il caso coinvolge anche persone con ruoli diversi. Un funzionario, un perito tecnico e un rappresentante di una società non esercitano gli stessi poteri né hanno le stesse responsabilità. La descrizione collettiva nel comunicato non stabilisce che tutti abbiano compiuto lo stesso atto. La responsabilità individuale dipenderà dalle prove sulla condotta e sulla conoscenza di ciascuna persona, comprese le eventuali spiegazioni della difesa.
Non sono state annunciate condanne né una cifra finale di recupero. Il comunicato pubblico non fornisce neppure un elenco completo degli indagati, il materiale sequestrato durante le perquisizioni o un calendario dei procedimenti giudiziari. Lo sviluppo confermato è un’operazione coordinata di perquisizione in un’indagine dell’EPPO sulla corruzione relativa a un contratto di lavori pubblici finanziato dall’UE. L’accusa di benefici in contanti e connessi a immobili resta da verificare nel procedimento penale, e tutti gli interessati sono presunti innocenti.
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