La Commissione europea ha pubblicato la prima valutazione delle norme che disciplinano la Procura europea, rilevando che l’istituzione ha prodotto risultati nella protezione del bilancio dell’UE pur continuando a incontrare un sostegno disomogeneo e difficoltà giuridiche negli Stati membri. La relazione è stata pubblicata il 18 settembre, cinque anni dopo l’avvio dell’attività operativa dell’EPPO.
La valutazione riguarda il quadro giuridico stabilito dal regolamento EPPO. Fa parte di un riesame più ampio di come l’UE prevenga, individui e indaghi le frodi a danno delle sue finanze. Insieme ad essa è stata pubblicata una valutazione distinta dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode, l’OLAF. Le conclusioni sono destinate a informare ulteriori lavori sul rapporto tra organismi europei e autorità nazionali.
La Commissione ha attribuito alla struttura dell’EPPO il merito di aiutare gli investigatori a individuare collegamenti tra persone, società e operazioni in paesi diversi. Il suo ufficio centrale in Lussemburgo collabora con i procuratori europei delegati negli Stati membri partecipanti. Questa configurazione consente di trattare un caso come indagine transfrontaliera mentre l’azione penale prosegue dinanzi ai tribunali nazionali competenti.
Il riesame ha riscontrato un valore particolare nei casi complessi che si estendono su più di una giurisdizione. Un’operazione che sembra isolata in un paese può essere collegata alle stesse società o persone altrove. Riunire tali registri può cambiare la comprensione della condotta sospetta. La questione istituzionale esaminata dalla Commissione è se le disposizioni giuridiche e operative dell’EPPO consentano di svolgere efficacemente tale lavoro.
Il confronto pubblicato mostra indagini in crescita da 515 nel 2021 a 3.602 nel 2025. L’importo coperto da ordini di congelamento è aumentato da 147,3 milioni di euro a 1,13 miliardi di euro nello stesso periodo. Si tratta di misure dell’attività investigativa e dei beni oggetto di ordini. Non vanno presentate come il numero di condanne o l’importo finalmente recuperato per i bilanci pubblici.
Tale distinzione è rilevante per una delle raccomandazioni della relazione. La Commissione ha chiesto prove più solide sui risultati dell’attività dell’EPPO e sul recupero dei fondi. Aprire un caso, ottenere un ordine di congelamento, ottenere una condanna e recuperare denaro sono fasi diverse. Una valutazione utile deve seguire tali fasi anziché presumere che un aumento all’inizio del processo produca automaticamente lo stesso aumento alla fine.
La relazione ha inoltre individuato ambiti in cui il quadro giuridico potrebbe funzionare meglio. Tra questi, ambiguità nel regolamento, differenze nell’attuazione nazionale, difficoltà nello scambio di informazioni con altri organismi e un sostegno disomogeneo da parte degli Stati membri. Ciascuno di questi elementi può incidere su come un’indagine europea viene condotta nella pratica, anche quando il mandato formale dell’istituzione è chiaro.
L’attuazione nazionale è importante perché l’EPPO non gestisce un sistema separato di tribunali penali europei. I suoi procuratori portano i casi attraverso i sistemi giuridici nazionali. Le differenze nelle procedure disponibili e nel sostegno pratico possono quindi influire su come le prove vengono acquisite e i procedimenti condotti. La valutazione della Commissione indica tali differenze come questioni su cui lavorare ulteriormente, e non annuncia che le procedure penali nazionali siano state sostituite.
La valutazione colloca inoltre l’EPPO accanto a OLAF, Europol, Eurojust e altri organismi coinvolti nella protezione degli interessi finanziari dell’UE. Le loro funzioni sono collegate ma distinte. L’OLAF svolge indagini amministrative e può raccomandare un seguito finanziario, amministrativo, disciplinare o giudiziario. L’EPPO svolge indagini penali e azioni penali. La cooperazione deve collegare tali funzioni nel rispetto dei diversi poteri e scopi di ciascun organismo.
La Commissione ha avviato il suo più ampio riesame delle disposizioni antifrode dell’UE nel luglio 2025. Le ultime conclusioni alimenteranno una valutazione d’impatto riguardante i regolamenti EPPO e OLAF e la direttiva sui reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione. La pubblicazione di una valutazione è una tappa di tale processo politico. Di per sé non modifica la legislazione né attribuisce agli investigatori poteri aggiuntivi.
Per i lettori che valutano la relazione, la conclusione più solida è più circoscritta dell’affermazione che l’UE abbia risolto la frode transfrontaliera. La Commissione ritiene efficace il modello dell’EPPO e individua una crescita misurabile della sua attività. Allo stesso tempo, afferma che le prove su risultati, cooperazione e attuazione nazionale devono migliorare. Tali conclusioni possono coesistere perché l’espansione operativa e la coerenza istituzionale misurano cose diverse.
Le prossime decisioni politiche dipenderanno da come le conclusioni della valutazione saranno tradotte in proposte specifiche e cambiamenti pratici. La relazione di settembre offre alla Commissione una base per tale lavoro, compreso il rapporto tra azione penale e recupero amministrativo. Lascia aperta la forma finale di qualsiasi riforma. Per l’EPPO, il risultato immediato è una valutazione positiva del suo contributo accompagnata da un elenco definito di problemi che il sistema esistente deve ancora affrontare.
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