Due persone sono state rinviate a giudizio in Francia per sospetta frode relativa a un contributo Erasmus+ da 240.000 euro per un progetto di alfabetizzazione infantile. L’ufficio dell’EPPO di Parigi ha annunciato il caso il 27 agosto, affermando che gli imputati hanno utilizzato un’organizzazione senza scopo di lucro francese per ottenere finanziamenti senza rispettare le condizioni connesse all’assegnazione.
Gli imputati vivono in Germania e in Svizzera e dirigevano l’organizzazione che ha ricevuto il denaro. Il finanziamento è stato concesso dall’agenzia francese Erasmus+ tra il 2016 e il 2019. Il rinvio a giudizio è stato depositato dinanzi al Tribunale penale di Parigi al termine di un’indagine sostenuta dall’Ufficio nazionale antifrode francese, noto come ONAF.
Secondo i procuratori, l’organizzazione non disponeva della capacità operativa necessaria per realizzare il progetto. Tale accusa riguarda la sua capacità di svolgere il lavoro che si era impegnata a fare. L’EPPO sospetta inoltre che uno degli imputati abbia presentato all’agenzia francese documenti giustificativi falsificati. Il comunicato non identifica i documenti né ne pubblica il contenuto.
Gli investigatori sostengono inoltre che le attività educative non siano state realizzate come richiesto dall’accordo di sovvenzione. La distinzione tra ricevere un finanziamento e realizzare il progetto concordato è centrale nel caso. Un’organizzazione può ottenere fondi per uno scopo educativo legittimo ed essere comunque oggetto di verifica su se il denaro sia stato utilizzato e le attività svolte alle condizioni che hanno giustificato la sovvenzione.
L’EPPO afferma che parte dei fondi è stata distratta e che un indagato ha successivamente riciclato una parte dei proventi. L’annuncio non fornisce un importo distinto per ciascuna accusa. La cifra di 240.000 euro è il finanziamento coinvolto nella sospetta frode sulle sovvenzioni; non va letta come una ripartizione pubblicata delle somme che ciascun imputato avrebbe distratto o riciclato.
In caso di condanna, secondo l’EPPO, gli imputati rischiano fino a sette anni di reclusione e multe fino a 750.000 euro. Si tratta di pene possibili, non di condanne già inflitte. Il rinvio a giudizio espone un caso che il tribunale dovrà esaminare. Entrambi gli imputati restano presunti innocenti e l’annuncio pubblico non include la loro risposta alle accuse.
Erasmus+ è il programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. La sua attività va oltre i singoli scambi studenteschi e comprende progetti realizzati da organizzazioni. Il progetto di alfabetizzazione di questo caso è stato finanziato tramite una di tali organizzazioni. Il procedimento non riguarda un’accusa generale contro i partecipanti a Erasmus+ né contro gli studenti che ricevono un sostegno alla mobilità.
Gli orientamenti attuali del programma descrivono controlli, audit e monitoraggio dei beneficiari, compreso l’esame dei registri e dell’attuazione dei progetti. Ciò fornisce un contesto generale sulla vigilanza delle attività finanziate con sovvenzioni. Le condizioni che disciplinano questo specifico progetto sono tuttavia quelle legate alla sua assegnazione e al periodo pertinente. Gli orientamenti attuali non vanno trattati come prova degli esatti obblighi contenuti in una sovvenzione concessa tra il 2016 e il 2019.
Capacità operativa, realizzazione e utilizzo finanziario sono questioni distinte. Un’organizzazione può non avere le risorse per portare a termine un progetto, non realizzare un’attività concordata o spendere denaro per uno scopo non autorizzato. I procuratori qui contestano diverse forme di illecito, tra cui documenti falsi e uso improprio dei fondi. Dimostrare tali accuse richiede prove sulla condotta in questione, non il solo fallimento del progetto.
Le informazioni pubbliche non identificano l’organizzazione senza scopo di lucro, non elencano le scuole partecipanti né descrivono quanti bambini avrebbero dovuto beneficiarne. Non affermano neppure che ogni attività prevista sia mancata. La formulazione dell’EPPO è che le attività non sono state realizzate come richiesto dall’accordo. L’entità e la natura delle presunte carenze restano quindi da accertare nel procedimento.
Il caso ha una dimensione internazionale perché gli imputati risiedono fuori dalla Francia mentre l’organizzazione e la sovvenzione erano francesi. L’annuncio non descrive procedure di estradizione né arresti in Germania o in Svizzera. La residenza in tali paesi va quindi riportata come contesto sugli imputati, non come prova che in uno dei due sia avvenuta un’operazione di polizia.
Il tribunale di Parigi dovrà esaminare le accuse relative alla capacità dell’organizzazione, alla documentazione giustificativa, alla realizzazione del progetto di alfabetizzazione e al successivo utilizzo dei fondi. L’EPPO non ha annunciato una data per il processo né una cifra finale di recupero. Il rinvio a giudizio è l’ultimo passo confermato di un caso nato da una sovvenzione educativa e che ora riguarda la violazione deliberata delle condizioni per ricevere e usare quel denaro. L’esito finale spetta al procedimento giudiziario.
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