La Procura europea e la Procura suprema del popolo della Cina hanno firmato il 4 settembre un accordo di lavoro per rafforzare la cooperazione nei casi di criminalità finanziaria. La procuratrice capo europea Laura Kövesi e il procuratore capo cinese Ying Yong hanno firmato il documento, che riguarda l’attività su reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea.
Tra le priorità dichiarate figurano criminalità organizzata, riciclaggio di denaro, corruzione e recupero dei beni illeciti. L’EPPO ha dichiarato che l’intesa definisce forme pratiche di cooperazione giudiziaria nell’ambito dei quadri giuridici applicabili alle due autorità. È accompagnata da un piano d’azione per il 2026-2028, destinato a sviluppare le prassi di cooperazione in tale periodo.
L’annuncio è uno sviluppo istituzionale e non la divulgazione di un particolare caso penale. Non identifica indagati, non annuncia arresti né attribuisce illeciti a società indicate per nome. Il suo rilievo sta nell’instaurare un rapporto di lavoro tra procuratori le cui indagini possono richiedere assistenza oltre il confine tra l’UE e la Cina.
Il mandato dell’EPPO riguarda i reati che ledono le finanze dell’UE. Ciò comprende le frodi ai danni dei finanziamenti europei, le gravi frodi IVA transfrontaliere, la corruzione che danneggia gli interessi finanziari dell’UE e il relativo riciclaggio di denaro. L’ubicazione di una società, di un conto bancario o di un bene al di fuori dell’UE può quindi essere rilevante per un’indagine anche quando il bilancio colpito è europeo.
Una catena di operazioni può coinvolgere prove detenute in più giurisdizioni. I registri societari possono identificare le parti di una vendita, le informazioni bancarie possono mostrare il percorso di un pagamento e i registri locali possono individuare un bene acquistato con i proventi. Un procuratore che esamini una sola parte di quella catena può avere un quadro incompleto. La cooperazione ha lo scopo di aiutare le autorità a ottenere e valutare legittimamente le altre parti.
Il comunicato di settembre non conferisce all’EPPO poteri investigativi illimitati in Cina. Colloca espressamente la cooperazione nell’ambito dei quadri giuridici pertinenti. Un accordo di lavoro tra istituzioni va quindi distinto da un’autorizzazione automatica a perquisire locali, ottenere dati protetti o sequestrare beni in un’altra giurisdizione. Tali misure dipendono dalla base giuridica e dalle procedure applicabili alla richiesta.
Gli orientamenti pubblicati dall’EPPO sulla cooperazione internazionale descrivono diverse possibili vie per collaborare con i paesi non UE. Tra queste vi sono gli accordi conclusi dall’UE, gli accordi multilaterali pertinenti, le richieste presentate tramite i procuratori delegati avvalendosi dei loro poteri nazionali e la cooperazione basata sulla reciprocità. La via disponibile dipende dal paese, dall’assistenza richiesta e dagli strumenti giuridici applicabili.
Gli orientamenti distinguono inoltre le richieste di prove e di altra assistenza dall’estradizione. Quando è necessaria l’estradizione in un caso dell’EPPO, la richiesta è presentata dall’autorità competente dello Stato membro del procuratore delegato secondo le disposizioni applicabili. L’annuncio sulla Cina non pubblica un nuovo meccanismo di estradizione né afferma che l’accordo di lavoro sostituisca le norme vigenti in materia.
Il recupero dei beni è una delle priorità esplicite del nuovo rapporto. Rintracciare il denaro e ottenere una sentenza penale sono cose distinte dall’individuare i beni effettivamente recuperabili. Un’azione penale riuscita può lasciare incompiuto questo lavoro pratico se i beni in questione si sono spostati altrove. La cooperazione tra autorità può quindi essere rilevante anche dopo che i fatti iniziali di un presunto reato sono stati accertati, oltre che durante l’indagine.
Il piano d’azione allegato dà all’accordo un periodo di attuazione dichiarato. L’annuncio non rivela tuttavia obiettivi numerici per richieste, fondi recuperati o casi conclusi. Il suo rendimento non può ancora essere misurato con un totale finanziario. Una valutazione futura richiederebbe prove di come la cooperazione funzioni nella pratica, compreso se le richieste vengono gestite e se il materiale ottenuto possa sostenere i procedimenti.
La fotografia ufficiale ritrae i due procuratori alla firma, ma il comunicato pubblico offre solo una breve descrizione dello scopo dell’accordo. Non annuncia una task force congiunta né riferisce che siano già state trasmesse prove in base alla nuova intesa. Si tratterebbe di sviluppi distinti che richiederebbero una conferma a sé. L’evento riferito è la firma e l’impegno a sviluppare una cooperazione pratica.
Per le indagini europee sulla criminalità finanziaria, il valore potenziale è un canale più chiaro per trattare questioni che vanno oltre il territorio dell’UE. Tale valore dipenderà dall’uso dell’accordo ai sensi delle leggi pertinenti, non dalla sola cerimonia. L’accordo di settembre aggiunge un punto di contatto formale alle relazioni internazionali dell’EPPO e definisce aree di lavoro condivise. Il suo effetto su singole indagini e recuperi di beni sarà chiaro solo attraverso risultati successivi e verificabili.
Fonti: