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Sei fermati in Polonia nell’indagine sui risarcimenti per le alluvioni

Secondo i procuratori, alcune società avrebbero ricevuto almeno 900.000 euro pur non essendo mai state raggiunte, secondo gli inquirenti, dalle acque dell’alluvione.
Illustrative stock photograph of a flooded street, unrelated to the Polish investigation.

Sei persone sono state fermate in Polonia nell’ambito di un’indagine su presunte frodi relative al sostegno finanziario dopo le alluvioni del settembre 2024. L’EPPO ha annunciato l’operazione il 27 agosto, affermando che tre società hanno ricevuto almeno 900.000 euro anche se gli investigatori ritengono che le acque dell’alluvione non abbiano mai raggiunto i loro locali.

Il caso è seguito dall’ufficio dell’EPPO di Katowice. Tra gli indagati figurano rappresentanti delle società e un ex alto funzionario della KARR, l’Agenzia regionale di sviluppo di Karkonosze. L’agenzia gestisce programmi finanziati dall’UE e sostiene le piccole imprese e gli imprenditori. In questo caso l’assistenza è stata erogata sotto forma di prestiti con fondi sia nazionali sia europei.

Secondo i procuratori, i rappresentanti delle società hanno presentato richieste tra dicembre 2024 e novembre 2025. I documenti allegati alle domande dovevano dimostrare le perdite subite a causa delle alluvioni che hanno colpito la Polonia sudoccidentale nel settembre 2024. Gli investigatori sospettano che i danni dichiarati non si siano verificati nei locali aziendali interessati.

La KARR ha comunque versato ai richiedenti almeno 4,5 milioni di PLN, descritti dall’EPPO come circa 900.000 euro. L’annuncio riguarda quindi denaro effettivamente erogato, non soltanto una richiesta non andata a buon fine. Non indica l’importo versato a ciascuna società né la ripartizione tra finanziamento nazionale e dell’UE.

L’accusa riguarda una condizione essenziale del sostegno in caso di calamità: se il richiedente abbia subito la perdita per cui chiedeva assistenza. L’ubicazione di un’impresa in una regione colpita dall’alluvione non basta di per sé a stabilire un danno ai suoi locali. L’accusa sostiene che le richieste in questione non abbiano superato questo test fattuale, anche se i verbali di ispezione e di valutazione non sono stati pubblicati.

Il ruolo dell’agenzia regionale è rilevante perché ha effettuato i pagamenti in questione. L’indagine descritta dall’EPPO riguarda queste specifiche domande e le decisioni ad esse collegate, non un esame di tutti i programmi amministrati dalla KARR.

Gli indagati sono accusati di frode sulle sovvenzioni e di aver usato dichiarazioni false per ottenere i prestiti. Gli agenti hanno perquisito le loro abitazioni e le sedi delle società. Hanno perquisito anche la residenza di un perito che aveva stimato i danni che i richiedenti avrebbero subito. Durante le misure investigative sono stati sequestrati documenti e dispositivi informatici.

La perquisizione nell’abitazione del perito non va considerata una conferma di un’accusa distinta nei confronti di tale persona. Il comunicato dell’EPPO descrive il ruolo del perito nella valutazione dei danni dichiarati e la perquisizione effettuata in loco. Non fornisce un quadro completo della posizione giuridica del perito né afferma che ogni persona i cui locali sono stati perquisiti fosse uno dei sei indagati fermati.

Dopo l’interrogatorio, il procuratore europeo delegato ha chiesto al Tribunale distrettuale di Katowice-Est di disporre la custodia cautelare per tre indagati. Tutti e tre erano rappresentanti di società. Gli altri tre sono stati rilasciati sotto sorveglianza di polizia e con l’obbligo di fornire garanzie finanziarie. L’annuncio riferisce la richiesta di custodia, non conferma la decisione finale del tribunale al riguardo.

L’indagine è iniziata nell’agosto 2026 dopo una segnalazione dell’Ufficio centrale anticorruzione di Breslavia. All’ufficio è stata affidata anche l’esecuzione delle misure investigative. Il suo coinvolgimento e la presenza di un ex funzionario dell’agenzia tra gli indagati non configurano un’accusa di corruzione. I reati descritti nel resoconto pubblico riguardano le domande di finanziamento e le dichiarazioni false.

Le questioni amministrative e finanziarie sono strettamente collegate. Una stima dei danni può influire sull’approvazione dell’assistenza e sull’importo che un richiedente riceve. Una volta accettata la stima, i calcoli successivi possono apparire coerenti anche se la perdita sottostante è contestata. L’indagine deve quindi esaminare il fondamento delle richieste nonché le decisioni e i pagamenti che ne sono seguiti.

Conta anche il fatto che l’assistenza sia stata concessa sotto forma di prestiti. L’annuncio non stabilisce che l’intero importo sia una perdita irrecuperabile, non indica lo stato attuale dei rimborsi né se alcuni fondi siano già stati restituiti. Riferisce invece che i finanziamenti pubblici sono stati erogati sulla base di richieste che i procuratori ora ritengono fraudolente. Le conseguenze finanziarie definitive richiedono ulteriori accertamenti.

Non sono state annunciate condanne e l’EPPO non ha identificato le società né i singoli indagati. Le prossime fasi del caso dovranno accertare quali danni si siano verificati, come siano state preparate le domande, come siano state valutate e che cosa sapesse ciascun indagato. L’operazione ha messo al sicuro documentazione e portato sei persone nel procedimento, ma la loro responsabilità penale resta irrisolta. Tutti gli interessati sono presunti innocenti, compreso l’ex funzionario dell’agenzia, il cui preciso ruolo contestato non è stato indicato nel comunicato pubblico.

Fonti:

La corruzione prospera dove le decisioni vengono prese lontano dagli occhi del pubblico e nessuno ne risponde. Viene indebolita dal suo opposto: contratti pubblici aperti, dati accessibili, procuratori indipendenti e stampa libera. Ognuno di questi elementi rende gli illeciti più difficili da nascondere e più facili da dimostrare, e ognuno dipende da cittadini che sanno cosa cercare.

Non serve essere un investigatore per dare una mano. Imparate a riconoscere i segnali d’allarme, come gare insolitamente restrittive, contratti frazionati per evitare i controlli o funzionari con interessi non dichiarati. Se sospettate un illecito, segnalatelo all’autorità nazionale competente, alla Procura europea (EPPO) o all’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Le norme dell’UE sulla protezione degli informatori esistono affinché chi parla in buona fede sia al riparo da ritorsioni. Un sospetto non è una prova, per questo il Calculator presenta solo ciò che è documentato pubblicamente e lascia la colpevolezza ai tribunali.

EU Funds Corruption Controller

EU Funds Corruption Controller è un progetto del Forum liberale europeo. Raccoglie i casi di corruzione e di criminalità finanziaria documentati pubblicamente in tutta l’Unione europea e li presenta con le relative fonti, in un linguaggio semplice.

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