Un’asta pubblica in Francia ha fruttato 1.853.800 euro dalla vendita di oltre 10.000 biciclette e monopattini elettrici sequestrati nell’indagine Calypso. L’EPPO ha annunciato la vendita il 25 agosto, precisando che i proventi restano soggetti a una sentenza definitiva. L’asta trasforma i beni sequestrati in denaro mentre il procedimento penale sottostante prosegue.
La vendita è stata organizzata dall’Agenzia francese per la gestione e il recupero dei beni sequestrati e confiscati (AGRASC). Le biciclette e i monopattini erano stati messi al sicuro in Francia durante raid coordinati nel giugno 2025, con il supporto dell’Ufficio nazionale antifrode (ONAF). Nel corso di quelle prime operazioni in quattro paesi erano state arrestate dieci persone sospettate.
La più ampia indagine Calypso riguarda presunte reti che importano merci dalla Cina nell’UE eludendo dazi doganali e IVA. Secondo l’EPPO, le reti gestivano l’intero percorso, dall’importazione alla distribuzione tra Stati membri fino alla vendita ai clienti. I procuratori sospettano anche riciclaggio di denaro e trasferimento dei profitti in Cina.
L’EPPO stima che i presunti meccanismi abbiano operato per almeno otto anni e causato perdite di almeno 350 milioni di euro in dazi doganali e 450 milioni di euro in IVA. Si tratta di stime relative all’indagine più ampia. Non corrispondono al valore delle biciclette e dei monopattini venduti in Francia, e l’asta non dovrebbe essere presentata come il recupero dell’intero importo in esame.
I dazi doganali e l’IVA nascono da parti diverse del sistema commerciale e fiscale. Una spedizione che entra nell’UE può far sorgere obbligazioni doganali, mentre le operazioni successive possono incidere sugli obblighi IVA. Una rete che controlla più fasi della catena commerciale può quindi essere oggetto di indagine per più di un tipo di frode sulle entrate. Il resoconto dell’EPPO su Calypso le riguarda entrambe.
L’asta è uno sviluppo distinto rispetto ai raid iniziali. Riguarda la gestione di beni già sequestrati e non una nuova operazione di arresto. I proventi potranno infine essere distribuiti in conformità a una sentenza definitiva. Fino ad allora, la vendita non stabilisce chi sia penalmente responsabile né determina la destinazione finale del denaro.
Tale distinzione è particolarmente rilevante quando i beni sequestrati consistono in un gran numero di prodotti commerciali. Conservare i beni fisici e trattenere i proventi della vendita sono modi diversi di custodire valore durante un procedimento. L’annuncio dell’EPPO riferisce che l’AGRASC ha venduto i veicoli, ma non fornisce le motivazioni giudiziarie complete per aver scelto questa strada né una ripartizione dei costi di stoccaggio e vendita.
I proventi pubblicati sono il risultato dichiarato dell’asta. Non dovrebbero essere trattati automaticamente come un recupero netto definitivo per il bilancio dell’UE. Il comunicato non specifica detrazioni, pretese concorrenti o la destinazione che un tribunale potrebbe infine ordinare. Queste questioni restano distinte dal fatto confermato che la vendita ha generato 1.853.800 euro.
Anche il numero di veicoli richiede un’interpretazione attenta. Erano coinvolti oltre 10.000 tra biciclette e monopattini, ma l’EPPO non pubblica una valutazione individuale per ciascun bene né descrive ogni lotto dell’asta. Dividere il totale dei proventi per un numero arrotondato di veicoli non stabilirebbe il valore di mercato di una singola bicicletta o di un singolo monopattino. Le condizioni e la composizione dei lotti non sono indicate nell’annuncio.
L’uso di canali di importazione cinesi non equivale a un’accusa contro tutti gli esportatori cinesi o tutte le imprese che importano dalla Cina. L’EPPO descrive presunte reti criminali e le condotte loro attribuite. La responsabilità dipenderà dalle prove relative alle persone e alle società coinvolte. La movimentazione di merci da un determinato paese fa parte dello sfondo commerciale del caso, non costituisce un accertamento di illecito in base alla nazionalità.
Per l’indagine, l’asta preserva un risultato finanziario di cui si potrà disporre nel successivo procedimento giudiziario. Ai fini della cronaca, è un esempio di gestione dei beni durante un procedimento penale, non una confisca completata a seguito di una condanna definitiva. Il fatto che un’asta abbia avuto luogo è compatibile con il persistere della presunzione di innocenza degli indagati.
Calypso resta un caso aperto su presunte frodi doganali e IVA e relativi flussi finanziari. La vendita francese è uno sviluppo misurabile all’interno di tale più ampia indagine, ma non risolve le perdite stimate né la responsabilità degli imputati. Le prossime questioni decisive riguardano le prove contro le presunte reti e le eventuali decisioni dei tribunali sul denaro. L’EPPO ha riferito il risultato dell’asta; la distribuzione finale di quei proventi e l’esito delle accuse penali restano irrisolti.
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